A CENA CON CHRISTIAN PAVANI E MATTEO FANTINELLI

Pensare Basket ricomincia il suo “campionato” 2019-2020 di cene con ospiti festeggiando il ritorno della Fortitudo in A1 con il suo Presidente, Christian Pavani, e con la sua guida in campo, il play Matteo Fantinelli.

Pavani presenta Matteo Fantinelli come un ragazzo timido. Sarà come dice lui, ma quando si parla e si gioca a Basket Matteo non lo è sicuramente timido. Lo ha dimostrato ieri anche negli ultimi caldissimi e decisivi minuti contro la squadra campione d’Italia, Reyer Venezia, che si era riportata a meno due, guidando senza incertezze la squadra e dando la palla a chi doveva, con grande calma e sicurezza.

Calmo e sicuro anche quando, a tavola, parla della sua carriera e di chi lo ha allenato. Dei suoi quattro anni a Treviso, riconoscendo a Pillastrini grandi capacità di insegnare la pallacanestro e di far crescere gli atleti a sua disposizione nella tecnica e nella testa. A lui deve una buona parte delle sua crescita tecnica e mentale in campo.

Certamente doloroso il distacco da Pillastrini e Treviso, ma fermamente desiderato e voluto il suo ritorno a Bologna, alla Fortitudo, non certo per interesse economico.  Il suo attuale allenatore Antimo Martino lascia ai suoi giocatori più libertà di esprimersi, in schemi meno rigidi rispetto al Pilla, ed è molto bravo nello stimolarli e caricarli per dare il meglio in campo. Lui non ha bisogno di essere caricato, anzi, però ad altri serve, eccome. Poi c’è sempre la spinta del pubblico fortitudino, che è davvero unico!

Matteo Fantinelli ha idee precise, e che espone con chiarezza, anche sull’eccesso di giocatori stranieri nel nostro campionato, non certamente sempre migliori di atleti italiani sui quali invece, a suo avviso, sarebbe meglio investire, con gli stessi soldi. Certo si rende conto anche lui, come Pavani, che per vincere subito, per ottenere risultati in tempi brevi, come vogliono i tifosi, i proprietari e gli sponsor, è più comodo attingere nel grande mare di atleti stranieri già pronti, piuttosto che aspettare la crescita di un giocatore facendolo giocare sperando nella sua cresita.

Per non parlare, come sottolinea Pavani, che con le attuali regole dei tesseramenti e cessioni investire nei vivai e nei giovani è un lusso che si possono permettere soltanto poche società, per gli alti costi e per le grandissime incertezze sugli effettivi ritorni in termini umani ed economici: essere bravi e fisicamente più prestanti dei coetanei a 14-16 anni non è una garanzia anche per gli anni successivi, anche disponendo (ma è sempre più raro!) di ottimi insegnanti/allenatori per le giovanili.  

Pavani ha poi idee precise su chi e come Bologna dovrebbe sfruttare la passione del Basket e la sua riconosciuta nomea di Basket City, a maggior ragione proprio in questo momento di ritorno della Fortitudo nel massimo campionato. Idee chiare su chi e come dovrebbe creare eventi di richiamo e con ritorni economici non solo per Virtus e Fortitudo, ma per la tutta la città e per il movimento della pallacanestro. Virtus e Fortitudo debbono essere attrici di richiamo in questi eventi, non organizzatrici.

Il periodo delle festività natalizie è sicuramente propizio e costituisce una grande opportunità, ma non può essere tutto concentrato in una o in due partite, anche se di cartello, nei capannoni della Fiera di Bologna da allestire per l’occasione a costi esagerati.  Natale e Capodanno vengono solo una volta l’anno, si può e si deve fare di più anche durante gli altri mesi. E non solo e necessariamente alla Fiera.

Alla prossima

Il Segretario di Pensare Basket, Andrea Sandonati