Basket e tv: obiettivo informazione

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Basket e TV: il primo obiettivo è l’informazione

Gli sport si dividono in due gruppi per quanto riguarda il marketing: gli sport di massa e quelli di nicchia.

Gli sport di massa sono quelli che godono di grande popolarità, che sono conosciuti anche dalla “signora Maria”, che non è certamente un’appassionata e non lo pratica.

Però è informata.

Se qualcuno chiede alla “signora Maria” se sa cosa è la Juventus è probabile che risponda: una squadra di calcio.

Se le chiedono chi è Valentino Rossi, è probabile che risponda: uno che corre in moto.

Se le parlano di Schumacher, è quasi sicuro che dica: uno che guida la Ferrari.

Gli sport di nicchia, invece, sono quelli che sono conosciuti dagli appassionati, dai tifosi, dai praticanti.

Queste persone sanno tutto di un determinato sport: conoscono i protagonisti, seguono i risultati, lo guardano in televisione (anche Pay-TV), vanno ad assistere alle partite dal vivo e, alcuni di loro, vanno anche in trasferta.

Comprano libri e merchandising.

E’ un pubblico molto competente e fedele ma relativamente poco numeroso.

Il marketing, si sa,  è fatto di numeri e di idee.

Le buone idee danno visibilità, i grandi numeri generano soldi.

Gli sport di massa, in Italia, sono pochi: il calcio, la formula 1 ed il motociclismo. Per alcuni aspetti anche il ciclismo.

Tutti gli altri vivono nella nicchia degli appassionati.

Ogni tanto riescono ad uscire  dall’ombra per periodi più o meno lunghi: un grande evento (ogni quattro anni le Olimpiadi), un grande risultato (mondiali o europei), un personaggio sale alla cronaca (Aldo Montano, grazie alla Manuela Arcuri).

Sono fuochi d’artificio che durano un lampo.

Poi si ritorna nella nicchia oscura.

Ma sapete quale è la differenza tra gli sport di massa e gli sport di nicchia?

Sapete perché la “signora Maria” è così pronta a rispondere alle domande?

La differenza la fa l’informazione di massa, soprattutto la televisione.

Gli sport di massa si avvalgono di dosi massicce di informazione televisiva.

Sono regolarmente e costantemente nei telegiornali (le trasmissioni televisive con i maggiori ascolti costanti), nei notiziari sportivi, nelle trasmissioni di intrattenimento sportivo (sport parlato) e i loro personaggi sono utilizzati dalla pubblicità, pubblicizzando così loro stessi (notorietà) e lo sport che fanno.

Il primo problema del basket, quindi, non sono i diritti televisivi delle partite che portano poca visibilità di massa e pochi soldi.

Il primo obiettivo deve essere l’informazione e il secondo, la costruzione di personaggi “icone” ed il loro utilizzo nella pubblicità. Magari cercando di andare sui giornali di gossip piuttosto che sulla Gazzetta.

Solo così aiuteremo la “signora Maria” a conoscere questo sport.

Quando la “signora Maria” sarà in grado di rispondere a qualche semplice domanda sul basket, arriveranno anche i soldi dalle TV e dagli sponsor.

Pretenderli prima è un’inutile perdita di tempo.

Chi si accontenta gode (…… così, così …..). 

Bruno Bernardini

(pubblicato su BASKETNET il 17/03/2006)

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