Diritti Tv del Basket

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Diritti TV del basket: a chi interessano gli “interessati”?

La Lega in occasione della Final Eight di Forlì (2006 n.d.r.) ha organizzato un Workshop sul tema dei Diritti Tv, argomento quanto mai attuale in prossimità della scadenza del contratto Sky.

Scarsa la partecipazione degli addetti ai lavori ma molto qualificato il tavolo dei relatori tra cui anche l’AD (Massimo Righi) della concorrente Legavolley, chiamato con l’obiettivo di costituire (assieme al Rugby ‘) la Santa Alleanza contro l’Infedele Sky.  Scarsi anche i resoconti della giornata forse perché il Presidente della Lega (Enrico Prandi) è stato bacchettato solennemente da tutti gli intervenuti.

Nell’intento di lanciare la trattativa per il rinnovo dell’accordo su livelli più vicini a quelli del calcio (600 milioni di Euro all’anno quelli versati da Sky ai Club della Legacalcio contro gli 1,3 del basket e gli 1,2 del volley) la Lega ha incassato solo picche. Prandi si è arrampicato sugli specchi per preparare una richiesta a Sky che i Club della Lega vorrebbero a 18 milioni. A supporto della richiesta ha citato i risultati della solita ricerca strombazzata periodicamente secondo la quale gli interessati di calcio in Italia sarebbero circa 25 milioni, quelli del basket 8,8 milioni e quelli del volley quasi 8. Quindi, fatte le debite proporzioni, la richiesta della Lega sarebbe persino molto sottodimensionata.

Unico risultato: il grande freddo e, forse, una partecipazione garantita a Zelig. Il problema vero è che sapere quanti sono gli “interessati” del basket non interessa nessuno e, certamente, non interessa alle televisioni e non interessa agli sponsor. Il discorso è che il basket di oggi paga poco le TV in termini di abbonati e di raccolta pubblicitaria. Sky ha certamente investito molto per offrire un prodotto televisivo di grande livello, assolutamente non paragonabile alla deprimente qualità del prodotto Rai. Ma i conti alla pay-tv non tornano ed il piatto piange.

Gli appetiti dei famelici Club che sperano di risolvere le perenni difficoltà economiche facendo uscire un improbabile Genio spendaccione dalla magica lampada di Aladino, come è normale che sia, resteranno ancora una volta insoddisfatti. Anche questa volta i santoni del basket faranno l’ennesimo buco nell’acqua e sferreranno un altro colpo mortale alla già comatosa pallacanestro italiana. Fanno ridere (ma fanno paura) le fantasiose prospettive indicate dai “saggi” di un basket trasmesso solo sui telefonini o su internet.

E’ puerile pensare di alzare il prezzo sventolando la concorrenza dei new Media che rappresentano il futuro ma che oggi, come sanno tutti, non sono certo un’alternativa credibile. Sicuramente Sky senza basket sopravviverebbe lo stesso mentre il basket senza Sky sarebbe in grave difficoltà perché alternative serie non ce ne sono: non può essere la calciofila Rai che non ha spazi di qualità, non può essere Mediaset che ha bisogno di ascolti garantiti per i propri utenti pubblicitari che il basket non da e non può essere La7 già sperimentata con risultati deludenti. E queste cose le conosce anche Sky.

Allora sarebbe meglio essere seri e cominciare a lavorare per costruire un buon prodotto che crei valore per tutti e non impegnarsi per demolire quel poco che ancora resta di uno sport che avrebbe un potenziale enorme e che, negli anni d’oro, ha fatto scuola agli altri sport, a partire da calcio e pallavolo.

Questo basket non piace al grande pubblico, non fa sognare gli sportivi e non rappresenta un investimento vantaggioso per televisioni ed aziende. Fino a quando non si vorrà accettare questa analisi – che nessuno degli addetti ai lavori ha interesse ad ammettere (è improbabile che il tacchino organizzi la Festa del Ringraziamento !) – le scelte saranno sempre quelle più sbagliate e non si lavorerà su un progetto concreto, umile e fattibile per la rinascita del basket.

Bruno Bernardini

(pubblicato su BASKETNET il 22/02/2006)

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